Blog17: Le tavole della Legge di Kotler… o almeno alcune

 

Ci stiamo avvicinando a Cosmofarma, annuale punto di riferimento per il mondo farmacia. Convegni, incontri, seminari e quant’altro immaginabile e non, verranno proposti in tutti i modi ed in tutte le salse, con l’obiettivo di indirizzarci e guidarci verso lo scenario di una Farmacia migliore e più performante.

 

Ora cercherò di reinterpretare i consigli di Philip Kotler attraverso i cinque pilastri che il guru del marketing applicato al retail definisce per creare spazi moderni e di indiscutibile successo. Prodotto, brand, social media e umanizzazione dell’esperienza di acquisto rappresentano i cardini su cui basare il proprio progetto di farmacia.

  1. Differenziarsi. Il mercato della farmacia e del mondo dello stare bene sono oggi affollati da proposte molteplici, dove spesso l’omologazione delle proposte rendono quasi indistinguibile gli  spazi. Per poter emergere rispetto ai propri concorrenti occorre avere degli elementi identificativi che il nostro cliente deve poter percepire in modo chiaro, netto ed evidente. Differenze che devono suscitare nel mio cliente il cosiddetto “effetto wow”, sia in termini di proposta che in termini di ambientazione dello spazio. La concorrenza si è moltiplicata in modo esponenziale e quindi la Farmacia deve investire sempre di più in un sistema di comunicazione del proprio essere, in maniera maggiore rispetto al passato.

  2. Amici, non Consumer. Una delle logiche di mercato più vetuste che necessita uno sforzo per andare oltre, è quella della netta distinzione dei ruoli: “il consumatore finale, il cliente, oggi deve essere visto come un partner imprescindibile in grado di far crescere la mia impresa”... ”anzi, oggi il cliente deve essere coinvolto, diventare un amico”. Dove la relazione umana con il mio ospite resta centrale nel progetto della mia Farmacia. A questo è dovuto il successo dei cosiddetti “lovemakers”, brand ( o luoghi commerciali ) con i quali i clienti si identificano in una sorta di legame, con un senso di affezione e lealtà che travalica il concetto di razionalità, economica o pratica che sia.

  3. Fare ricerche. La Farmacia, come ogni altro tipo di impresa, deve aver chiara la propria “value proposition”, deve conoscere la propria storia e sapere a chi indirizzarla. Prima ancora deve però studiare, analizzare, raccogliere informazioni rispetto al contesto dove andrà ad operare nella sua nuova trasformazione. Flussi, concorrenti, target market…ecc, tutto questo cambia ed ha valenze diverse in funzione dell’area geografica e della localizzazione del proprio spazio commerciale nel quale si decide di andare ad operare.

  4. Pensare Glocal. Oggi il marketing è per sua natura ed evoluzione decisamente “glocale”. Bisogna avere i piedi ben piantati a terra e legati al contesto proprio, alla propria situazione locale. Allo stesso tempo bisogna operare lo sforzo di guardare oltre, con una visione che consenta di calibrare le strategie di marketing universalmente valide a livello locale, declinandole in funzione al caso specifico ed alle caratteristiche della propria Farmacia.

  5. Social media. Basilare diventa la volontà di affidarsi a persone che abbiano le competenze e la dimestichezza con i canoni di comunicazione propri dei social network. Nell’evoluzione contemporanea di un progetto di retail dinamico (e la nostra Farmacia deve rientrare in questa casistica) i social media  diventano strumenti preziosi per la promozione e la commercializzazione della propria attività. Ma si tratta di mondi nei quali bisogna essere presenti nel modo corretto, con i giusti linguaggi e con l’adeguata professionalità.

Ora siete pronti per immergervi nel mondo di Cosmofarma, con le sue molteplici e svariate proposte… e noi di Clou Farmacie Fashion vi aspettiamo per sorprendervi, ancora una volta.

 

 

 

 

Beppe Colombo

Direttore Commerciale Clou Farmacie Fashion

 

 

 

 

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