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  • Pierangelo Spimpolo

Blog04: La creatività necessita coraggio

Aggiornato il: 19 mar 2019


La comunicazione si sa è cosa complessa, spesso mi sono trovato a pensare cosa funzionasse meglio.

Cosa risultasse più congeniale dire o non dire, se fosse più efficace utilizzare un linguaggio edulcorato, educato, accondiscendente, ammiccante, politicamente corretto, in grado di assecondare le aspettative dei più
Oppure meglio uscire dal coro e dire la verità, o quella che ritengo tale.
Al costo di risultare spocchioso, arrogante, presuntuoso, come dice un tizio che di comunicazione se ne intende: se cerchi il consenso otterrai solo un prodotto/risultato mediocre, e Dio ce ne scampi, di mediocrità ne siamo invasi, circondati, tutti alla ricerca del consenso, a dire le stesse “rassicuranti cose”, allo scopo di risolvere un’insicurezza che sin da piccoli ci trasciniamo.
L’educazione scolastica, la società, e a volte, ahimè, la famiglia, questo ci suggeriscono, ad omologarci senza coraggio, a risultare tutti uguali, a sostenere la ragionevole verità che stare nel mezzo, senza esporci, senza correre rischi, rimanere nell'ombra senza apparire, senza dire la nostra, cercando consenso e approvazione, ci mette al riparo dal giudizio.
Che non sia mai che poi la maestra ci dà un brutto voto…
Inseguire i propri sogni, le proprie passioni, sembra rappresentare un prezzo troppo alto da pagare, spesso le contingenze economiche ci castrano, e ci incastrano in caselle prestabilite, sarà forse per questo che gli artisti, mediamente, hanno vissuto di stenti, fedeli solo alla loro arte, incuranti del mutuo da pagare o delle bollette di fine mese e altre “insignificanti” amenità del genere…
Diventando “grande”, ho maturato una consapevolezza che non mi abbandona, anzi di anno in anno si fa sempre più chiara, è che il rischio più grande è quello di non correre rischi.
E quindi fanculo le certezze, fanculo l’omologazione, la creatività necessita coraggio, fra tutte le incertezze che mi pervadono, questa è una delle poche consapevolezze che mi rimangono.
Avete presente quando da bambini timidamente provavamo a mostrare la nostra fragile parte creativa e qualcuno ci rimetteva “al nostro posto” dicendoci: “non fare il cretino, stai composto, fai il bravo bambino”.
Ci ho messo una cinquantina di anni per capire che la creatività è l’unica vera ragione per dare un senso alla nostra, o perlomeno mia, esistenza.
Che ogni essere pensante è equipaggiato di creatività, spesso manca solo la consapevolezza, il coraggio, la spinta e l’aiuto nel riconoscerne l'importanza, nel capire che se trascuriamo questo fondamentale aspetto, siamo destinati ad un'esistenza frustrante.
E allora concedimi lo spottone finale che recita così: eccoci qui come trapezisti, a dondolarci pericolosamente nel vuoto, sperimentando nuove e audaci evoluzioni comunicative, a immaginare per voi nuovi scenari, a guardare il mondo conosciuto da altre funambolesche traiettorie.
Alla costante ricerca di stimoli creativi che possano dare senso e valore alla nostra missione: progettare e creare ambienti di qualità, che oltre a rispondere a logiche funzionali, commerciali e comunicative, siano luoghi pensanti, per fare spazio al tuo stare bene.
Ci vediamo al Cosmofarma di Bologna, dove di creatività e provocazione ne abbiamo messa in campo, coraggiosamente, parecchia…

Autore Pierangelo Spimpolo

Faccio questo mestiere da troppi anni, perché mi piace...

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